Il mistero che avvolge l'Isola di Pasqua
Tutte le teorie sui misteri dell'Isola di Pasqua
L’Isola di Pasqua. L’isola dei misteri. 400 chilometri quadrati di superficie. A 3700 chilometri dalla costa del Cile. Sperduta nell’Oceano Pacifico.
L’ombelico del mondo. Così l’avevano definita i suoi abitanti. Unica terra emersa sopravvissuta al diluvio universale. Le Orecchie lunghe e le Orecchie corte erano i due gruppi che vivevano l’isola. I secondi subordinati ai primi fino a quando, come nelle migliori tradizioni, in una data situabile tra il 1680 e il 1774, le Orecchie Corte si ribellarono, massacrarono le Orecchie Lunghe e abbatterono gran parte dei Moai.
Queste sono le notizie acquisite dai pochi sopravvissuti. In realtà dell’isola si sa poco o nulla. La struttura sociale all’epoca della scoperta era completamente disgregata. Le origini della lingua dimenticate. E poi gli europei, la sifilide, l’influenza. La scomparsa della popolazione. Nel 1877 Rapa Nui contava 111 abitanti.
Il mito ha origine da qui. Dalle tante domande poste da studiosi e ricercatori e dalle mille risposte fornite. Molte delle quali diventano leggende.
Le origini e gli extraterrestri. L’isola di Pasqua è una parte emersa del continente Mu, collegato all’Asia e alle Americhe da grandi gallerie. Quando Mu si inabissa nelle profonde acque del Pacifico solo Rapa Nui rimane in superficie, isolando per sempre i suoi abitanti. La scrittura rongo-rongo, che nessun abitante moderno dell’isola è in grado di decifrare, sarebbe la stessa usata nella valle dell’Indo. I Moai rappresenterebbero esseri di un altro mondo. Extraterrestri che portarono la civiltà al continente perduto prima del diluvio universale.
Le origini e l’evoluzione. Una teoria ipotizza che nell’evoluzione dell’uomo ci sia stato un momento di apice scientifico e tecnologico a cui, in seguito ad una catastrofe mondiale, è sopraggiunto un imbarbarimento repentino dei pochi superstiti. Questa teoria spiegherebbe un certo patrimonio culturale e mitologico comune in tutto il mondo antico. E spiegherebbe le conoscenze e le abilità tecniche degli abitanti di Rapa Nui nella costruzione dei Moai.
La popolazione e i polinesiani. Alcuni studiosi ritengono che gli isolani siano il risultato di una mescolanza di civiltà nordiche, peruviane e polinesiane che approdano sull’isola con delle zattere e decidono di colonizzarla. Ritrovamenti archeologici e test genetici condotti negli anni novanta hanno dimostrato che la popolazione dell’isola era di origine polinesiana e avrebbe colonizzato Rapa Nui tra l’800 e il 1100 d.c..
I Moai e gli elefanti. I Moai sono li e in quella posizione per comunicare qualcosa. Religione, gerarchia, potenza. E’ ancora un mistero. Ma per la loro costruzione occorreva una struttura sociale organizzata, in grado di far lavorare molte persone, e una buona perizia tecnica. Tagliare la pietra nella cava, scolpirla secondo un preciso progetto, trasportarla nel luogo di posa, issarla e orientarla nella posizione voluta non era certo semplice. Secondo un articolo apparso sul Denver Post il segreto della costruzione dei Moai è stato negli elefanti.
I Moai e gli extraterrestri. Lo studioso svizzero Eric Von Daniken, appassionato di archeologia misteriosa, riteneva che dal momento che la pietra con cui sono fatti i Moai non era reperibile sull’isola, doveva essere stata portata dagli extraterrestri. In realtà si è scoperto che i Moai sono costruiti con il tufo estratto dalle cave del vulcano Rano Kao. Ancora oggi sono visitabili Moai incompiuti presso le cave, circondati dagli utensili necessari alla loro realizzazione.
La desertificazione e i Moai. L’isola fu disboscata proprio per la costruzione dei Moai, che richiedevano un complesso sistema di trasporto, e per il sostentamento della popolazione. Questo unito alla rapida riduzione della popolazione e alle malattie portò ad una sorta di eco-disastro, alla desertificazione e alla decadenza culturale degli abitanti.
La desertificazione e i topi. I ratti che raggiunsero l’isola con i polinesiani prima e con gli europei dopo, in assenza di predatori naturali, si moltiplicarono a dismisura. Nella loro dieta alimentare rientravano anche i semi di palma. Furono loro a contribuire all’estinzione degli alberi dell’isola.
Ipotesi, teorie, leggende, certezze. L’isola di Pasqua è lì. Con il suo vulcano e le sue bellezze ormai accessibili a tutti i turisti. Con i suoi misteri e i suoi Moai. I loro occhi guardano verso l’interno dell’isola. Come per proteggerne gli abitanti. Come per difendere una storia che tutto il mondo da secoli prova a conoscere.



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